Radiantismo

FT8: il modo digitale che ha rivoluzionato il mondo dei radioamatori

Negli ultimi anni il modo digitale FT8 è diventato uno dei sistemi di comunicazione più utilizzati nel mondo del radiantismo. Grazie alla sua capacità di funzionare anche con segnali estremamente deboli, FT8 permette collegamenti a lunga distanza con potenze ridotte e antenne semplici, rendendo il DX accessibile praticamente a tutti.

In questo articolo vedremo cos’è FT8, come funziona e come iniziare a trasmettere correttamente.


Cos’è FT8?

FT8 è un modo digitale sviluppato da Joe Taylor insieme ad altri collaboratori del progetto WSJT-X.
Il nome deriva da:

  • F = Franke (Steven Franke, coautore)
  • T = Taylor
  • 8 = numero di tonalità utilizzate dal protocollo

FT8 è stato progettato per comunicazioni radio efficienti in condizioni difficili, utilizzando:

  • banda stretta
  • sincronizzazione temporale precisa
  • messaggi molto brevi
  • elevata sensibilità ai segnali deboli

Il software più utilizzato per FT8 è WSJT-X.


Perché FT8 è così popolare?

FT8 ha avuto un enorme successo perché permette di:

  • collegare stazioni molto lontane con pochi watt
  • operare anche con propagazione mediocre
  • usare antenne modeste
  • fare DX con facilità
  • lavorare in automatico parte del QSO

Molti radioamatori utilizzano FT8 per:

  • cacciare paesi DXCC
  • partecipare a diplomi
  • testare antenne
  • verificare la propagazione
  • operare in QRP

Come funziona FT8?

FT8 utilizza sequenze temporizzate da 15 secondi.

Ogni stazione trasmette alternativamente:

  • nei secondi pari
    oppure
  • nei secondi dispari

I messaggi sono standardizzati e molto brevi:

  • CQ
  • nominativo
  • rapporto segnale
  • conferma QSO
  • 73

Esempio tipico:

CQ IW4XYZ JN54
IK1ABC IW4XYZ -12
IK1ABC IW4XYZ R-08
IK1ABC IW4XYZ RR73

Cosa serve per operare in FT8?

Per iniziare servono pochi componenti:

1. Ricetrasmettitore HF

Qualsiasi RTX moderno con USB o interfaccia CAT va bene:

  • Yaesu
  • Icom
  • Kenwood
  • Elecraft

Molti apparati recenti hanno già la scheda audio USB integrata.


2. Computer

Un normale PC Windows, Linux o macOS è sufficiente.


3. Software WSJT-X

Il programma ufficiale per FT8 è:

WSJT-X Official Site


4. Interfaccia audio/CAT

Serve per collegare radio e computer:

  • audio TX/RX
  • controllo PTT
  • sincronizzazione CAT

Con apparati moderni basta spesso un solo cavo USB.


Importanza della sincronizzazione oraria

FT8 richiede un orologio molto preciso.

Se il PC è fuori sincronizzazione di più di 1-2 secondi, i decoder potrebbero non funzionare.

Per questo è fondamentale utilizzare software NTP come:

  • Meinberg NTP
  • Dimension 4
  • sincronizzazione automatica di Windows

Frequenze FT8 più utilizzate

Ecco alcune frequenze standard internazionali:

BandaFrequenza
160 m1.840 MHz
80 m3.573 MHz
40 m7.074 MHz
30 m10.136 MHz
20 m14.074 MHz
17 m18.100 MHz
15 m21.074 MHz
12 m24.915 MHz
10 m28.074 MHz

Come fare il primo QSO in FT8

Passo 1: configurare WSJT-X

Inserire:

  • nominativo
  • locator
  • impostazioni audio
  • porta CAT

Passo 2: verificare il controllo CAT

Il software deve:

  • leggere la frequenza
  • comandare il PTT
  • cambiare banda automaticamente

Passo 3: controllare l’audio

Il livello ALC deve essere minimo o nullo.

Troppa modulazione genera:

  • distorsione
  • spurie
  • segnali larghi

Passo 4: ascoltare la banda

Dopo pochi secondi compariranno decine di segnali decodificati.


Passo 5: chiamare CQ

Basta cliccare su:

Enable TX
CQ

Il software inizierà la sequenza automatica.


Potenza consigliata

Uno dei vantaggi di FT8 è l’uso di basse potenze.

Generalmente bastano:

  • 20-30 watt in HF
  • anche meno in condizioni buone

Usare potenze elevate inutilmente può:

  • saturare la banda
  • creare interferenze
  • stressare l’apparato

Etica operativa in FT8

Anche se automatizzato, FT8 richiede corretto comportamento operativo.

Buone pratiche:

  • controllare sempre il segnale trasmesso
  • evitare potenze eccessive
  • non chiamare sopra altri QSO
  • rispettare le frequenze standard
  • verificare il corretto funzionamento del PC

FT8 e il DX

FT8 ha rivoluzionato il DX.

Oggi è possibile collegare:

  • USA
  • Giappone
  • Oceania
  • Sud America

anche con:

  • antenne verticali semplici
  • dipoli
  • potenze QRP

Questo ha reso il radiantismo più accessibile a tutti.


Limiti di FT8

Nonostante i vantaggi, alcuni radioamatori criticano FT8 perché:

  • i QSO sono poco “umani”
  • le comunicazioni sono standardizzate
  • c’è molta automazione

Chi ama la conversazione preferisce spesso:

  • SSB
  • CW
  • modi digitali più interattivi

Tuttavia FT8 resta uno strumento straordinario per sperimentazione e DX.


Conclusione

FT8 rappresenta una delle innovazioni più importanti del radiantismo moderno.
Grazie alla possibilità di operare con segnali debolissimi e basse potenze, questo modo digitale ha aperto il DX a migliaia di appassionati.

Con un semplice RTX, un computer e il software giusto, chiunque può iniziare a esplorare il mondo delle comunicazioni digitali HF.

Che tu sia un neopatentato o un OM esperto, FT8 merita sicuramente di essere provato.

73 e buoni DX!

Portatili DMR per uso radioamatoriale (2026)

Le migliori radio portatili DMR per uso radioamatoriale (2026)

Negli ultimi anni il mondo radioamatoriale ha visto una forte crescita dell’utilizzo del DMR (Digital Mobile Radio), uno standard digitale che consente comunicazioni più pulite, gestione dei talkgroup e integrazione con reti come BrandMeister e DMR-MARC. Per chi opera in portatile, scegliere la radio giusta significa trovare il giusto equilibrio tra qualità audio, autonomia, programmabilità e robustezza.

In questo articolo vediamo alcune delle migliori radio portatili DMR per radioamatori, adatte sia ai neofiti sia agli operatori più esperti.


Come scegliere una radio portatile DMR

Prima di entrare nella lista, ecco alcuni fattori fondamentali da considerare:

  • Compatibilità DMR Tier II (standard più diffuso tra radioamatori)
  • Supporto a VHF/UHF o dual band
  • Facilità di programmazione (CPS e codeplug)
  • Autonomia della batteria
  • Qualità costruttiva e affidabilità
  • Funzioni avanzate (GPS, APRS, Bluetooth, roaming)

1. Anytone AT-D878UVII Plus – La più completa per radioamatori

Prodotta da Anytone, la AT-D878UVII Plus è una delle radio DMR più amate nel mondo radioamatoriale.

Punti di forza

  • Dual band VHF/UHF
  • Supporto DMR Tier I e II
  • APRS analogico e digitale integrato
  • Bluetooth e roaming DMR
  • Ampia memoria per contatti e canali

Questa radio è ideale per chi desidera una soluzione versatile, capace di operare sia in analogico sia in digitale, con una community molto attiva e codeplug facilmente reperibili.


2. TYT MD-UV380 – Ottimo rapporto qualità/prezzo

La MD-UV380 di TYT rappresenta una scelta eccellente per chi vuole entrare nel mondo DMR senza spendere troppo.

Punti di forza

  • Dual band VHF/UHF
  • Display a colori
  • Supporto firmware open (come OpenGD77, su modelli compatibili)
  • Buona qualità audio in digitale

È una radio molto diffusa tra i radioamatori grazie al prezzo accessibile e alla grande quantità di guide e codeplug disponibili online.


3. Hytera PD365 – Compatta e professionale

La PD365 della Hytera è una radio DMR compatta e di livello professionale, spesso utilizzata anche in ambito commerciale.

Punti di forza

  • Dimensioni molto compatte
  • Audio digitale di alta qualità
  • Costruzione robusta e affidabile
  • Ottima sensibilità in ricezione

Non è dual band (solo UHF), ma è perfetta per chi cerca una radio portatile discreta, solida e con prestazioni di livello elevato.


4. Motorola DP4801e – Il top di gamma professionale

Quando si parla di affidabilità assoluta, non si può non citare la DP4801e di Motorola Solutions.

Punti di forza

  • Qualità costruttiva eccellente (standard militari)
  • Audio potentissimo e cristallino
  • GPS integrato e funzioni avanzate
  • Perfetta gestione del roaming e delle reti DMR

È la scelta ideale per radioamatori esigenti o per utilizzi gravosi (outdoor, emergenza, protezione civile), anche se il prezzo è decisamente più alto rispetto ai modelli amatoriali.


5. Radioddity GD-77 – La scelta economica ma versatile

La GD-77 di Radioddity è una radio entry-level molto popolare tra i radioamatori che si avvicinano al DMR.

Punti di forza

  • Prezzo molto competitivo
  • Supporto firmware alternativo OpenGD77
  • Dual band VHF/UHF
  • Semplice da usare e programmare

Con il firmware alternativo, questa radio diventa estremamente potente e flessibile, offrendo funzionalità avanzate normalmente assenti nei modelli base.


Quale radio DMR scegliere?

La scelta dipende principalmente dal tuo utilizzo:

  • Principiante: Radioddity GD-77 o TYT MD-UV380
  • Radioamatore esperto: Anytone AT-D878UVII Plus
  • Uso professionale o emergenza: Motorola DP4801e
  • Portabilità estrema: Hytera PD365

Se utilizzi spesso reti DMR e talkgroup internazionali, una radio con roaming e ampia memoria contatti farà davvero la differenza.


Conclusioni

Le radio portatili DMR hanno rivoluzionato il modo di operare dei radioamatori, permettendo collegamenti globali con dispositivi compatti e potenti. Che tu stia cercando un modello economico per iniziare o una radio professionale per attività avanzate, oggi il mercato offre soluzioni per ogni esigenza.

Scegli il modello più adatto al tuo stile operativo, prepara un buon codeplug e… ci sentiamo sul talkgroup!

Tipi e marche di radio

🎙️ Radio Ricetrasmittenti da Base Fissa per Radioamatori: Guida ai Tipi e alle Marche

Una ricetrasmittente da base fissa per radioamatori è il cuore di una stazione “shack”: un apparato che permette di trasmettere e ricevere su varie bande (HF, VHF, UHF) con potenze e modalità diverse, ideale per comunicazioni locali, continentali o addirittura globali. Rispetto alle radio portatili o veicolari, queste stazioni offrono maggiore potenza, sensibilità del ricevitore, funzioni avanzate e spesso supporto per modalità digitali. 


🧭 Tipi di Ricetrasmittenti da Base

Prima di approfondire i marchi e i modelli, è utile chiarire i principali tipi di stazioni base:

⚡ 1. HF (High Frequency)

  • Operano solitamente tra 1,8 MHz e 30 MHz
  • Ideali per comunicazioni su lunghe distanze grazie alla riflessione ionosferica
  • Perfette per DX, contest, CW, SSB e modalità digitali

📶 2. Multi-Banda HF + VHF/UHF

  • Coprono oltre alle bande HF anche quelle VHF (es. 6m) e UHF
  • Consentono sia collegamenti DX sia locali (ad es. ripetitori VHF/UHF)
  • Spesso dotate di più ricevitori e memorie canale

📡 3. VHF / UHF Base

  • Focalizzate sulle bande VHF (144 MHz) e UHF (430 MHz)
  • Utili per collegamenti su ripetitori, traffico locale, satellite
  • Meno potenti sul HF ma più orientate alle comunicazioni locali

🏆 Marche e Modelli Consigliati

Ecco una panoramica delle marche più affidabili e alcuni dei modelli più apprezzati (nuovi o attuali):

📻 Icom — Precisione e Innovazione

Icom è uno dei brand più affermati nel mondo ham radio, con modelli estremamente affidabili e innovativi. 

  • ICOM IC-7300 – Uno dei transceiver HF più popolari: SDR, menù intuitivo, display ampio e ottima qualità audio. 
  • ICOM IC-7610 – HF base con doppio ricevitore e prestazioni elevate per DX e contest. 
  • ICOM IC-9700 – VHF/UHF/1200 MHz all-mode con funzioni digitali avanzate. 
  • IC-905 – Copre VHF/UHF/SHF anche per applicazioni spaziali o digitali evolute. 

Vantaggi: qualità costruttiva, supporto digitale (DSP), prestazioni di ricezione.
Ideale per: HF avanzato, DXing, digitale, VHF/UHF.


📡 Yaesu — Robustezza e Versatilità

Yaesu è famosa per le sue radio robuste e funzionali, con ottime capacità multi-banda. 

  • Yaesu FTDX10 – SDR HF con funzioni moderne e prestazioni elevate. 
  • Yaesu FT-710 / FT-991A – Base HF + VHF/UHF multi-mode con display intuitivo. 
  • Yaesu FTX-1 Optima – Multi-banda con potenza bilanciata e funzioni digitali. 
  • Modelli storici come FT-1000MP (legacy) restano riferimento nella comunità. 

Vantaggi: buona ergonomia, funzioni digitali integrate, ampia rete di accessori.
Ideale per: stazioni multi-banda con operatività VHF/UHF.


📡 Kenwood — Prestazioni Elevate per HF

Kenwood è un marchio storico con radio che offrono ottima sensibilità e potenza.

  • Modelli come TS-990S o altre serie base station sono noti per eccellente audio e performance. 

Vantaggi: qualità audio e ricezione, costruttivi solidi.
Ideale per: appassionati HF esigenti.


🆕 Altre opzioni e marche emergenti

  • Xiegu — soluzioni SDR più economiche, perfette per hobbisti che iniziano. 
  • TYT / AnyTone — radio VHF/UHF più economiche (anche se spesso considerate più “mobile” o entry-level). 

🔍 Cosa Considerare Quando Scegli

Quando scegli la tua radio da base, valuta questi aspetti:

  • Range di bande supportate (HF, VHF, UHF)
  • Potenza di uscita (tipicamente 100 W per HF base)
  • Supporto a modalità digitali (FT8, PSK31, RTTY, etc.)
  • Presenza di SDR e DSP per migliore ricezione
  • Facilità d’uso del display e del menu
  • Accessori compatibili come antenna tuner o interfacce USB per data modes 

📌 Conclusione

La scelta della ricetrasmittente da base fissa dipende molto dal tuo livello di esperienza, dal tipo di comunicazioni che desideri fare (locale, HF, digitale) e dal tuo budget. Marche come IcomYaesu e Kenwood sono punti di riferimento per qualità, affidabilità e longevità nel tempo, mentre altre come Xiegu offrono ottime alternative per principianti o stazioni secondarie. 

Modi Digitali Radioamatoriali

Come approcciarsi ai modi digitali nel mondo radioamatoriale

(DMR, C4FM, D-STAR e oltre)

Negli ultimi anni il mondo radioamatoriale ha visto una forte diffusione dei modi digitali vocali, come DMR, C4FM, D-STAR, che affiancano — senza sostituire — la classica fonia analogica FM.

Per chi è abituato all’analogico, l’ingresso nel digitale può sembrare complicato: codeplug, talkgroup, hotspot, reti, account…
In realtà, con il giusto approccio, è molto più semplice di quanto sembri.

In questo articolo vedremo come avvicinarsi ai modi digitali, senza tecnicismi inutili, ma con una visione pratica.


🔹 Cosa sono i modi digitali

Nei sistemi digitali la voce non viene trasmessa direttamente come segnale audio analogico, ma:

  1. viene digitalizzata
  2. compressa tramite codec
  3. trasmessa come pacchetti di dati

Questo permette:

  • audio più pulito
  • minore sensibilità ai disturbi
  • possibilità di instradamento su reti mondiali
  • identificazione automatica dell’operatore

🔹 I principali sistemi digitali

🔸 DMR

È attualmente il più diffuso.

Caratteristiche principali:

  • utilizza ID numerico personale
  • organizzato in TalkGroup
  • funziona su ripetitori o hotspot
  • molto usato per collegamenti mondiali

Pro: enorme diffusione
Contro: configurazione iniziale più complessa


🔸 C4FM (System Fusion – Yaesu)

Sistema proprietario Yaesu.

Caratteristiche:

  • configurazione molto semplice
  • ottima qualità audio
  • utilizza stanze (Room) tramite Wires-X
  • perfetto per chi vuole “accendere e parlare”

Pro: facilissimo
Contro: meno diffuso rispetto al DMR


🔸 D-STAR

Sistema storico sviluppato da Icom.

Caratteristiche:

  • nominativo radio come identificativo
  • rete molto stabile
  • possibilità di routing intelligente

Pro: concetto avanzato
Contro: apparati dedicati e costo maggiore


🔹 Serve per forza Internet?

Domanda molto comune.

👉 No, ma spesso sì.

I modi digitali possono funzionare:

  • localmente via ripetitore
  • via hotspot (connesso a Internet)
  • in diretta radio-radio

Internet non è “barare”: è semplicemente il mezzo che collega i ripetitori tra loro, un po’ come accade già nei link analogici.


🔹 Hotspot: cos’è davvero?

Un hotspot (MMDVM, Pi-Star, ecc.) è un piccolo ripetitore personale che:

  • lavora a bassissima potenza
  • si collega a Internet
  • permette l’accesso alle reti digitali da casa

È spesso il modo migliore per iniziare perché:

  • non dipendi dalla copertura locale
  • puoi fare prove senza disturbare
  • impari con calma

🔹 Come iniziare senza stress

Il consiglio migliore è non voler imparare tutto subito.

✔️ Un passo alla volta:

  1. scegli un solo sistema (DMR o C4FM)
  2. usa un solo talkgroup o stanza
  3. ascolta molto prima di trasmettere
  4. fai pratica con chiamate brevi

Il digitale richiede più “logica”, ma meno abilità operative rispetto all’analogico.


🔹 Errori comuni da evitare

❌ voler configurare tutto subito
❌ copiare codeplug senza capirli
❌ parlare come fosse un ponte analogico
❌ dimenticare che dietro ci sono persone reali

Il digitale non è un gioco da PC: è sempre radioamatorismo.


🔹 Digitale e analogico: non sono nemici

Un errore frequente è pensare che il digitale “uccida” l’analogico.

In realtà:

  • l’analogico resta fondamentale
  • il digitale amplia le possibilità
  • sono strumenti diversi per scopi diversi

Molti radioamatori usano entrambi, a seconda del momento.


🔹 Conclusione

I modi digitali non devono spaventare.

Non sono riservati agli “smanettoni”, ma a chiunque abbia:

  • curiosità
  • voglia di imparare
  • spirito radioamatoriale

Con calma, pazienza e qualche errore iniziale, il digitale può diventare un’enorme occasione di crescita tecnica e di nuovi contatti.


🔹 DMR spiegato semplice

Il DMR (Digital Mobile Radio) è uno dei sistemi digitali più usati nel radioamatorismo, ma anche uno di quelli che inizialmente crea più confusione.

Vediamolo in modo semplice, senza paroloni.


📡 Cos’è davvero il DMR

In pratica il DMR è come una rete radio mondiale, composta da:

  • radio
  • ripetitori
  • server collegati via Internet

Quando parli con la tua radio:

  • la voce viene digitalizzata
  • inviata al ripetitore o all’hotspot
  • instradata verso altri radioamatori nel mondo

Tu parli dalla tua stazione…
l’altro può essere a 5 km o a 5000 km.


🆔 L’ID DMR

Nel DMR non si usa il nominativo come identificativo, ma un numero personale, chiamato DMR ID.

È:

  • unico
  • associato al tuo nominativo
  • gratuito
  • valido in tutto il mondo

Quando trasmetti, la radio invia automaticamente il tuo ID e il sistema mostra:

  • nominativo
  • nome
  • località

👉 Tu non devi dire ogni volta “qui IZ…”, il sistema lo fa già.

(Il nominativo va comunque annunciato secondo regolamento.)


👥 Cosa sono i TalkGroup

Il concetto più importante del DMR è il TalkGroup.

Un TalkGroup è semplicemente:

un “canale virtuale” tematico.

Esempi:

  • TG222 → Italia
  • TG91 → Mondo
  • TG regionale o locale

Quando selezioni un TalkGroup, stai dicendo:

“voglio parlare solo con chi è sintonizzato su questo gruppo”.

È come scegliere una stanza in una chat vocale.


⏱ Time Slot (senza complicarsi la vita)

Il DMR divide ogni frequenza in due canali virtuali, chiamati Time Slot (TS1 e TS2).

In pratica:

  • sulla stessa frequenza possono parlare due QSO diversi
  • senza disturbarsi

Per l’operatore è semplice:

  • scegli il TalkGroup giusto
  • sullo slot corretto
  • e parli

La radio fa tutto il resto.


🧱 Cos’è un codeplug

Il famoso “codeplug” non è altro che:

il file di configurazione della radio.

Dentro ci sono:

  • canali
  • talkgroup
  • ripetitori
  • contatti

All’inizio sembra complicato, ma in realtà è solo una grande rubrica.

👉 Il consiglio è:

  • partire da un codeplug semplice
  • con pochi canali
  • e capirlo col tempo

Meglio 10 canali compresi che 1000 copiati.


🏠 DMR da casa: l’hotspot

Se non hai ripetitori DMR vicino, puoi usare un hotspot.

Un hotspot è:

  • un piccolo dispositivo
  • collegato a Internet
  • che comunica con la radio a bassissima potenza

È come avere un ripetitore personale sul tavolo.

Perfetto per:

  • imparare
  • fare prove
  • usare il DMR anche in zone difficili

🎧 Prima ascoltare, poi parlare

Nel DMR vale più che mai una regola d’oro:

ascolta molto prima di trasmettere.

Ogni TalkGroup ha le sue abitudini:

  • alcuni sono molto attivi
  • altri solo per chiamata
  • altri ancora per QSO lunghi

Osservare è il modo migliore per imparare.


✅ Il DMR in poche parole

Se dovessimo riassumerlo:

  • 📞 parli come in FM
  • 🌍 arrivi in tutto il mondo
  • 🧠 serve un po’ di logica all’inizio
  • 🔧 poi diventa tutto automatico

Dopo i primi giorni di confusione, molti radioamatori dicono la stessa cosa:

“Pensavo fosse difficilissimo… invece era solo diverso.”


Le antenne nel radiantismo: principi di base e costruzioni più comuni

Le antenne rappresentano uno degli elementi più importanti di una stazione radioamatoriale. Spesso si investe molto in apparati ricetrasmittenti moderni, ma è l’antenna – insieme alla sua corretta installazione – a determinare in larga misura le reali prestazioni del sistema.

Questo articolo ha lo scopo di fornire una panoramica generalizzata e introduttiva sulle principali tipologie di antenne per uso radioamatoriale, sui principi di funzionamento e sulle logiche costruttive più diffuse, senza entrare in calcoli complessi o progetti specifici.


Cos’è un’antenna e perché è così importante

Un’antenna è un dispositivo che permette di trasformare un segnale elettrico ad alta frequenza in onde elettromagnetiche irradiate nello spazio (trasmissione) e viceversa (ricezione). In termini semplici, l’antenna è il “ponte” tra la radio e l’etere.

Un’antenna ben progettata e ben installata può offrire risultati nettamente superiori rispetto a un’antenna improvvisata, anche utilizzando la stessa potenza di trasmissione. Altezza dal suolo, posizione, lunghezza corretta e adattamento di impedenza sono fattori determinanti.


Principi di base delle antenne radioamatoriali

Lunghezza elettrica

La maggior parte delle antenne radioamatoriali è basata su frazioni della lunghezza d’onda della frequenza di utilizzo. Le configurazioni più comuni sono:

  • ¼ d’onda
  • ½ onda
  • 5/8 d’onda

La lunghezza fisica reale dell’antenna dipende anche dal materiale utilizzato e dal cosiddetto fattore di velocità, motivo per cui spesso è necessario un piccolo aggiustamento finale (taratura).

Risonanza

Un’antenna è detta risonante quando presenta il miglior compromesso tra efficienza e adattamento alla frequenza di lavoro. In risonanza, le perdite sono minori e l’energia viene irradiata in modo più efficace.

Impedenza e ROS (SWR)

Per trasferire al meglio la potenza dal trasmettitore all’antenna è necessario che l’impedenza sia correttamente adattata (tipicamente 50 ohm). Un cattivo adattamento si manifesta con un ROS elevato, che può ridurre l’efficienza e, nei casi peggiori, danneggiare l’apparato.


Materiali comunemente utilizzati

Uno degli aspetti più affascinanti del radiantismo è la possibilità di autocostruire antenne con materiali semplici ed economici:

  • Filo di rame o rame stagnato
  • Tubo di alluminio o acciaio
  • Cavo coassiale
  • Isolatori in plastica o ceramica
  • Supporti in vetroresina o PVC

La scelta del materiale influisce sulla robustezza meccanica, sulla durata nel tempo e, in parte, sul comportamento elettrico dell’antenna.


Tipologie di antenne più diffuse

Antenne filari (wire antenna)

Sono tra le più semplici ed economiche. Possono essere installate in configurazioni orizzontali, verticali o inclinate. Alcuni esempi comuni:

  • Dipolo a mezz’onda
  • Inverted V
  • End-fed
  • Long wire

Sono molto apprezzate per le bande HF grazie alla loro versatilità e facilità di realizzazione.

Antenne verticali

Le antenne verticali occupano poco spazio e offrono un diagramma di radiazione omnidirezionale. Sono spesso utilizzate per collegamenti a lunga distanza (DX), specialmente se dotate di un buon sistema di radiali.

Antenne direttive

Le antenne direttive, come le Yagi o le log-periodiche, concentrano l’energia in una direzione specifica, aumentando il guadagno. Richiedono strutture di supporto più complesse, come tralicci o pali, ma offrono prestazioni elevate soprattutto in VHF e UHF.


Installazione e ambiente

L’ambiente circostante influisce notevolmente sulle prestazioni dell’antenna. Ostacoli, edifici, alberi e terreno possono modificare il diagramma di radiazione e l’impedenza.

Alcune buone pratiche includono:

  • Installare l’antenna il più in alto possibile
  • Mantenere distanza da strutture metalliche
  • Utilizzare cavo coassiale di buona qualità
  • Proteggere le connessioni dagli agenti atmosferici

Taratura e sperimentazione

La costruzione di un’antenna non termina con il montaggio. La fase di taratura è fondamentale e spesso richiede piccoli aggiustamenti sulla lunghezza o sulla configurazione. Strumenti come ROSmetri e analizzatori d’antenna semplificano notevolmente questa operazione.

La sperimentazione è parte integrante del radiantismo: provare, modificare e confrontare i risultati permette di acquisire esperienza pratica e migliorare continuamente le proprie installazioni.


Conclusione

Le antenne per uso radioamatoriale rappresentano un perfetto equilibrio tra teoria, pratica e creatività. Anche con risorse limitate è possibile realizzare sistemi efficienti e performanti, imparando nel frattempo i principi fondamentali delle telecomunicazioni.

Che si tratti di una semplice antenna filare o di una struttura più complessa, l’autocostruzione rimane uno degli aspetti più gratificanti e formativi del mondo radioamatoriale.

Radio Amatoriali

Le radio utilizzate dai radioamatori: guida divulgativa e tecnica

La radioamatorialità è un’attività tecnica e culturale che permette di comunicare via radio utilizzando frequenze radiomatoriali assegnate a livello internazionale. Al centro di questa attività ci sono le radio ricetrasmittenti per radioamatori, strumenti progettati per trasmettere e ricevere segnali radio in diverse bande di frequenza.

In questa guida proponiamo una panoramica chiara e tecnica delle principali radio utilizzate dai radioamatori, con l’obiettivo di aiutare sia chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, sia chi desidera una visione d’insieme.


Cosa sono le radio per radioamatori

Le radio per radioamatori sono ricetrasmettitori, cioè apparati in grado sia di ricevere sia di trasmettere segnali radio. A differenza delle radio commerciali, questi dispositivi consentono un controllo avanzato dei parametri di trasmissione, come frequenza, potenza, larghezza di banda e tipo di modulazione.

L’uso di tali apparati è regolamentato e richiede il conseguimento di una licenza radioamatoriale, che garantisce l’accesso alle bande dedicate.


Ricetrasmettitori HF: comunicazioni a lunga distanza

Le radio HF (High Frequency) operano nelle bande comprese tra 1,8 e 30 MHz. Sono particolarmente apprezzate perché permettono comunicazioni a grande distanza, anche intercontinentali, sfruttando la propagazione ionosferica.

Caratteristiche principali:

  • utilizzo di modi di emissione come SSB, CW, AM e modi digitali;
  • elevata sensibilità in ricezione;
  • necessità di antenne dedicate e di una buona conoscenza della propagazione radio.

Le radio HF rappresentano il cuore dell’attività radioamatoriale più tradizionale e sperimentale.


Radio VHF e UHF: comunicazioni locali e ripetitori

Le radio VHF (Very High Frequency) e UHF (Ultra High Frequency) sono tra le più diffuse, specialmente nelle bande 144–146 MHz e 430–440 MHz.

Questi apparati sono ideali per:

  • comunicazioni locali e regionali;
  • collegamenti tramite ripetitori radioamatoriali;
  • utilizzo in ambito urbano, mobile o portatile.

Grazie alla relativa semplicità d’uso, le radio VHF/UHF sono spesso il primo apparato acquistato da un nuovo radioamatore.


Apparati portatili (Handheld)

Gli apparati portatili, noti anche come HT (Handheld Transceiver), sono radio compatte alimentate a batteria, progettate principalmente per le bande VHF e UHF.

Vantaggi principali:

  • facilità di utilizzo;
  • peso e dimensioni ridotte;
  • ideali per attività all’aperto, eventi e protezione civile.

La potenza limitata viene compensata dall’uso dei ripetitori, rendendo questi apparati estremamente versatili.


Radio multibanda e multimodo

Molti radioamatori scelgono radio multibanda, capaci di operare su HF, VHF e UHF con un unico apparato. Queste radio offrono grande flessibilità operativa e sono adatte sia alla stazione fissa sia all’uso mobile.

Spesso includono:

  • supporto ai modi digitali;
  • connessione a computer per il controllo e il logging;
  • funzioni avanzate di filtraggio e gestione del segnale.

Come scegliere una radio per radioamatori

La scelta di una radio dipende da diversi fattori:

  • tipo di frequenze radiomatoriali che si desidera utilizzare;
  • livello di esperienza;
  • spazio disponibile per antenne e installazione;
  • budget.

Non esiste una radio “migliore” in assoluto, ma l’apparato più adatto alle proprie esigenze operative.


Conclusione

Le radio utilizzate dai radioamatori sono strumenti tecnologici che permettono di esplorare il mondo delle comunicazioni radio, dalla sperimentazione tecnica alle comunicazioni di emergenza. Dalle radio HF per i collegamenti a lunga distanza ai portatili VHF/UHF per l’uso quotidiano, ogni apparato rappresenta un modo diverso di vivere la radioamatorialità.

Questa panoramica offre una base solida per comprendere le principali tipologie di radio e il loro utilizzo sulle frequenze radiomatoriali.

Ritorna la voglia dei CB

Vuoi saperne di più sul mondo dei radioamatori?

Con lo sviluppo della tecnologia, l’utilizzo massiccio dei cellulari e, di conseguenza dei social network, si è quasi abbandonato l’utilizzo dei CB sui 27 MHz che negli anni 90 era di uso comune tra i camionisti e molti appassionati di radiocomunicazione. Sto notando con piacere che l’attenzione verso questo mezzo di comunicazione, sta tornando interessante per nuovi e vecchi appassionati di radio.

Io stesso, dopo anni in cui non ho più utilizzato il CB, ho installato la mia prima stazione fissa composta da un ricetrasmettitore CB CTR SS 6900 V con un antenna Sirio GPE 27 5/8 montata sul tetto di casa; con vero piacere ho fatto alcuni collegamenti con il sud del Portogallo ed il sud della Spagna e nell’area locale nel raggio di una trentina di Km con altri operatori CB.

In conseguenza del ritrovato interesse verso i 27 MHz, voglio segnalare la nascita di un nuovo club CB dove è possibile registrarsi e ricevere il proprio nominativo. Con l’iscrizione gratuita e dopo aver ricevuto il proprio nominativo 1MHZxxx, ci si registra su MapforHam altro servizio gratuito che offre moltissimi servizi per operatori CB, radioamatori, ed utilizzatori di apparati PMR446.

La mia stazione base